Alla fine doveva succedere: negli Stati Uniti Facebook ha superato Google, in termini di popolarità (il numero dei visitatori è 7,07% a 7,03%), secondo un sondaggio riportato dal Financial Times, che analizza esclusivamente i clic sulle rispettive homepage (di fatto escludendo tutti i servizi google-based quali Reader, Docs, Mail, ecc.). Dall'immagine in basso, si può notare come la crescita di Facebook sia stata vertiginosa nell'ultimo anno, mentre la linea riferita a Google si sia mantenuta, tutto sommato, costante. Il dato si presta a numerose interpretazioni, ma su tutte è evidente come la rete, nei suoi utilizzatori, stia evolvendo verso un paradigma socio-collaborativo, legato ai social network, più che meramente esplorativo, in termini di ricerca di informazioni. Ampliando un concetto caro a Sherry Turkle, la conoscenza sulla rete e dalla rete non viene più acquisita in maniera passiva, ma diventa navigabile e condivisibile. Shephen Downes, in un suo recente post, afferma che "the intent of social learning is to generate practice and experience with idea of growing or developing personal capacity - as opposed to learning as the 'transfer' of knowledge" (lo scopo dell'apprendimento sociale è generare pratica ed esperienza con l'idea di accrescere o sviluppare le capacità personali - in opposizione all'apprendimento inteso come mero 'trasferimento' di conoscenza). I dati del sondaggio sembrano proprio confermare questo assunto.
(Fonti: La Repubblica e Corriere della Sera)
(Fonte dell'immagine: Financial Times)
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mercoledì 17 marzo 2010
venerdì 4 settembre 2009
Eccomi qui!
Ciao a tutti. Come primo post di un blog in cui si parlerà di e-learning, tecnologie, lingue, didattica, ecc., non potevo non iniziare con un video di Michael Wesch (Assistant Professor di Antropologia Culturale presso la Kansas State University - USA). Non si tratta del pur famosissimo The machine is us sul Web 2.0 (oltre 10 milioni di visualizzazioni su YouTube), ma di un altro, intitolato: A vision of students today (anche questo molto cliccato, più di 3 milioni di volte). Mi ci sono imbattuto in modo casuale qualche tempo fa. Si tratta di un breve pezzo realizzato con l'aiuto di 200 studenti della Kansas State University, nel quale vengono illustrate le caratteristiche degli studenti di oggi e forse di quelli di domani. Il modo in cui pensano, studiano, vivono, sognano, sperano. Il modo in cui vorrebbero che gli educatori si rivolgessero loro. Insomma una finestra su un mondo che spesso, troppo spesso, viene ignorato in nome di un sistema che, nella pratica, risulta difficile da "adattare" e "modellare". E' molto facile scrivere in maniera "costruttivista", dire che "si farà attenzione alle esigenze degli allievi", ma poi nella realtà com'è complesso applicare tutto ciò. Da guardare, per capire dove sta andando il nostro modo di "fare formazione" e soprattutto dove i nostri ragazzi vogliono che vada. Bellissimo, come l'altro del resto.
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